Lettera sulla presunzione del giudizio

Dadgad_112

Cara amica,

questa mattina, accedendo ai social network, mi sono di colpo accorta che molte notizie riguardavano il fidanzamento di un noto rapper (almeno credo si tratti di un rapper), Fedez, con una bellissima ragazza che di cognome fa Ferragni. Tutti sembravano conoscere i due benissimo. Mi sono resa conto che, un po’ per l’isolamento dovuto a questi mesi di clausura legata alla scrittura del mio nuovo romanzo, un po’ perché della cosa mi importava poco, non sapevo chi fosse la futura sposa. Di contro, tutti sembravano conoscerla benissimo.

Così – e ammetto subito il velato snobismo della mia frase – ho scritto un post dichiarandomi fuori dal mondo per la mia totale ignoranza riguardo alla signorina. Niente altro, soltanto questo. E si trattava più di un mea culpa che d’altro. Per altro verso, ho subito digitato il nome della ragazza su Google e ho saputo quel minimo che potevo attingere dalle prime voci indicizzate.

In molti hanno risposto al mio post dichiarandosi nelle mie stesse condizioni. Altri hanno dato giudizi di valore (non richiesti) sulle nozze del momento ma, in linea di massima, le persone all’oscuro dell’avvenimento, erano più o meno della mia fascia di età.

Ma non è questo il punto. Il punto è che a metà mattinata, uno dei miei contatti su Facebook ha risposto al mio post dicendo che la signorina in questione è bella, brava e sveglia e se io per prima dicevo di non conoscerla, lo facevo solo per invidia.

L’affermazione mi ha colpita. Anzitutto perché la persona che ha scritto non mi conosce personalmente e, dunque, non sa quanto sia alieno da me il sentimento dell’invidia: io sono, in linea di massima, una persona che gioisce dei successi altrui. Infatti, mi sono premurata subito di rispondere che intanto non avevo sminuito in alcun modo le capacità della suddetta (le immagino elevate se è riuscita a farsi notare in questo vasto mare del web); in secondo luogo che, anche volendo, non avrei motivi per invidiare la promessa sposa, nota blogger di moda, come ho poi scoperto. E questo per vari ordini di motivi, non da ultimo il fatto che mi ritengo soddisfatta degli obiettivi da me raggiunti, che non ho mai aspirato a diventare una blogger di moda e quindi non sono mai stata in competizione con la Ferragni; che per quanto trovi estremamente apprezzabili gli uomini tatuati e, all’occorrenza, più giovani di me, ho già una soddisfacente relazione amorosa con un uomo più giovane e tatuato (anche piuttosto bravo con la chitarra e molto intonato, direi), che non desidero sposarmi e che, essendo stata anche io, al mio tempo, giovane e carina, non mi trovo nella condizione di “rosicare” per la bellezza altrui, anzi, ne godo ritenendola un dono per l’umanità.

Ora ti chiedo, perché dietro qualsiasi affermazione, anche la più innocente o quella fatta con la maggior leggerezza, tipica dell’enorme bar dello sport che è Facebook, qualcuno presume di potersi arrogare il diritto di vedere cattiveria, immaginare un retropensiero che non c’è e, soprattutto, giudicare?

Ci siamo davvero ridotti così? Che pena non riuscire a sorridere di una battuta.

Detto ciò, amica mia, ti lascio e auguro ai due bellissimi prossimi sposi ogni felicità.

Devotamente

EE

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